Mo.N.G.U.E. Mozambique.Nature.Growth.University.Education.
Il titolo, nel giocare con l’acronimo sul nome della località di Mongue (area a sud del Mozambico), vuole portare all’attenzione alcuni obiettivi generali che si ritengono importanti per il Mozambico:
– il grande tema della natura, ambiente e paesaggio e la sua condizione di pericolo e di potenzialità; – lo straordinario tema della crescita intesa soprattutto come sviluppo in senso qualitativo e sostenibile;
– quello dell’università come grande motore dello sviluppo economico ma soprattutto civile del paese; – quello fondativo dell’educazione diffusa, la scuola per tutti, che oggi si amplia anche all’infanzia. L’idea progettuale si rivolge al Mozambico, paese in via di sviluppo, concentrando l’attenzione su una condizione generale di normalità diffusa. Si ritiene che il problema del Mozambico oggi, non sia più solo rappresentato dalle condizioni eccezionali dell’emergenza (inondazioni, cicloni, epidemie) ma dalla normalità di una crescita veloce che rende evidenti i propri effetti negativi nel medio e lungo periodo.
La proposta di ricerca riguarda una sperimentazione applicativa di progetto a verifica di una metodologia ripetibile in contesti similari. L’obiettivo non è la definizione di moduli prefabbricati assemblabili e riproponibili in maniera indifferenziata e avulsa dal contesto e dall’ambiente in cui si inseriscono, ma lo sviluppo di un metodo utile in una consapevole prassi progettuale di nuovi interventi.

Contesto generale del Mozambico
La popolazione del Mozambico, in seguito ad una significativa crescita economica all’interno del contesto africano, è passata, negli ultimi 100 anni, da 5 a 25 milioni di abitanti, con importanti fenomeni di rapido inurbamento che ha portato a un depauperamento delle risorse ambientali e della ricchezza delle culture locali, con conseguenze legate a carenze di luoghi di aggregazione sociale e di strutture educative per l’infanzia e una scarsa qualità degli spazi di vita e delle strutture abitative. Più specificatamente i nuovi interventimostrano evidenti lacune in merito a:
– lettura e progetto dei luoghi e alla definizione degli spazi aperti e interni;
– conservazione degli edifici storici e del patrimonio costruito;
– tecniche costruttive, tecniche bioclimatiche, di comfort ambientale e di sostenibilità energetica;
– valorizzazione economica, gestione e manutenzione degli edifici, fattibilità dei progetti.

Un contesto specifico: la zona di Mongue – criticità e potenzialità
Mongue rappresenta un contesto di particolare interesse in quanto condensa molte delle problematiche sopra descritte essendo collocato a 20 km dalla città di Maxixe presenta alcuni fenomeni propri di un contesto rurale (abbandono del territorio, perdità di identità dei luoghi, mancanza di cura dell’ambiente) e al contempo rischia di subire, gli effetti delle tensioni insediative che caratterizzano le aree periferiche di Maxixe. Grazie ai missionari italiani della Congregazione Sacra Famiglia, Mongue ha iniziato a riattivarsi quale punto di riferimento sociale e identitario.Dell’epoca precedente restano la vecchia casa della missione e la chiesa di Sao Josè (strutturalmente inagibile) quali importanti elementi di un patrimonio architettonico da valorizzare. Gli interventi sociali realizzati dai missionari in questi ultimi anni (asilo, laboratori di formazione professionale, una provvisoria struttura adibita a chiesa) evidenziano:
– inadeguatezza tecnica;
– mancanza di attenzione alle risorse bioclimatiche ed energetiche;
– casualità con cui le strutture si dispongono nel paesaggio.
Come nella maggior parte dei nuovi interventi realizzati in Mozambico inoltre mancano:
– un disegno organico complessivo e un progetto delle singole parti che valorizzi luogo e spazi aperti;
– una consapevolezza del valore del patrimonio degli edifici esistenti e della qualità degli spazi.
Si interviene su Mongue perché viene ritenuto esemplare punto di applicazione transcalare di una proposta metodologica di intervento analitico progettuale di carattere più generale.